LA CUCINA

La cucina di Sant'Antioco, ricca e saporita, ci da modo di gustare succulenti piatti quali "Angioni arrustiu", "pisci a cassolla", e altri piatti cucinati in modo semplice e squisito. "Druccisi" gustosissimi, "casu" saporito. L'unione tra mare e terra dell'Isola Sulcitana ha permesso lo sviluppo di una cucina varia ed equilibrata. La vastissima scelta dei prodotti gastronomici spazia dalle infinite varieta di pesce proveniente dal mare aperto, dal golfo o de Su Stangiu e dalle peschiere, alle carni ricche di sapori di murta, di muregu e di rosmarino. I frutti che la terra offre spontaneamente sono tanti e vari: "buletusu, corrorinu e' peccia, corrorinu de muregu, cardu e canciofedda, finugu ed erbe diverse, ma il trionfo si raggiunge grazie alle sapienti mani dell'uomo che traggono dai gravi grappoli d'uva generosi vini rossi raffinati, rosati e bianchi profumati. Questi vini si preparano macinando prima l'uva e poi lasciandoli fermentare per una settimana, mescolandoli ogni giorno. Poi si devono far riposare un giorno, tirarli e metterli nelle botti. A novembre vengono travasati nelle bottiglie. "Su Biancu e su binu nou" si possono bere a natale. Le donne della casa ancora adesso si accingono a celebrare quel rito da cui scaturiscono, contemporaneamente al sorgere del sole, le forme fragranti del pane. Anticamente e anche adesso usavano preparare il pane in casa con una ricetta molto semplice. Usavano passare sa farra akkua buddendi, sali e lievitu. Dopo lo lavoravano bagnandosi le mani con l'acqua calda e lasciavano lievitare per un certo numero di ore. Dopodichè accendevano su forru in modo che quando avrebbero infornato le forme di pane fosse stato ben caldo. Le lasciavano cuocere un'ora e poi le sfornavano. Candide focacce "is mustacciusu o "modicciolusu" fuoriescono dalla ardente fauce del forno, mentre sa massaia si compiace di conferire con rapidi tagli di coltello e forbice ad un informe pezzo di impasto l'aspetto di cattedrale gotica con guglie sempre più fitte che diventeranno "su kokkoi". Nei giorni di festa l'esperienza della donna si fonde all'ispirazione nel creare "kokkoieddusu", "is pitzicorreddusu" con decorazioni di "frorixeddusu", "pilloneddusu" che andranno ad adornare il simulacro del Sacro Patrono.

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